Il parco Biblioteca degli Alberi con i grattacieli di Porta Nuova
Biblioteca degli Alberi, Porta Nuova, Milano — foto: Guilhem Vellut · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

Milano ha fama di città grigia, e chi la attraversa di corsa tra una riunione e un treno se ne va convinto che sia vero. Chi invece ci dorme qualche notte scopre un'altra cosa: il verde qui non è concentrato in un unico grande polmone, ma distribuito in parchi diversissimi tra loro, ciascuno legato a un pezzo di storia urbana. Sono anche il modo migliore per rallentare, far correre i bambini o semplicemente leggere un'ora all'aperto. Ve ne raccontiamo cinque, dai più centrali a quelli in cui la città sembra finire.

Parco Sempione, il salotto dietro il Castello

Il Parco Sempione occupa quasi trentanove ettari alle spalle del Castello Sforzesco, su quelle che furono le piazze d'armi ducali e poi napoleoniche. Fu realizzato a fine Ottocento su progetto dell'architetto Emilio Alemagna, con viali carrozzabili, un laghetto e punti panoramici: è il più grande parco del centro e il più scenografico, perché incastonato tra il Castello e l'Arco della Pace. Dentro trovate l'Arena Civica, stadio neoclassico inaugurato all'inizio dell'Ottocento, e la Torre Branca, la torre panoramica in acciaio disegnata da Giò Ponti negli anni Trenta: per salire in cima conviene verificare aperture e modalità sui canali ufficiali, perché variano con la stagione. È il parco delle prime volte a Milano, quello che si attraversa per andare da un monumento all'altro senza accorgersi di aver camminato.

I Giardini Indro Montanelli, il primo parco pubblico

Poco distante, tra Porta Venezia e i bastioni, si aprono i Giardini Pubblici Indro Montanelli: circa diciassette ettari e un primato, perché furono concepiti come primo vero parco pubblico della città, cioè uno spazio verde progettato fin dall'origine per i cittadini e non per una corte. L'incarico fu affidato a Giuseppe Piermarini alla fine del Settecento, e l'impianto fu poi ampliato e rimaneggiato più volte, fino all'aspetto attuale con colline artificiali, sentieri sinuosi e alberi ad alto fusto. Qui si affacciano il Museo di Storia Naturale e il Planetario, due mete comode se il tempo peggiora e viaggiate con bambini. L'atmosfera è più domestica di quella del Sempione: meno turisti, più passeggini e panchine occupate da lettori.

Il Parco delle Basiliche, archeologia e prato

Il Parco delle Basiliche, intitolato a papa Giovanni Paolo II, è il più piccolo dei cinque, poco più di quattro ettari, ma probabilmente il più milanese. Collega la basilica di San Lorenzo a quella di Sant'Eustorgio in una striscia verde nel pieno del centro storico, davanti alle celebri colonne romane. È un parco urbano nel senso più stretto: prati, alberi e sedute affacciate su due chiese antichissime, con la città che continua a scorrere tutto intorno. Vale come sosta lungo un itinerario a piedi, più che come meta a sé.

BAM, il parco della Milano nuova

A Porta Nuova, tra la stazione di Porta Garibaldi e il quartiere Isola, si stende la Biblioteca degli Alberi, dieci ettari inaugurati verso la fine degli anni Dieci del Duemila. È il terzo spazio verde del centro per estensione dopo il Sempione e i Giardini Montanelli, ed è anche il più diverso da tutti gli altri: nessun disegno all'inglese, ma un sistema di sentieri che si incrociano, radure e boschetti circolari, il tutto incorniciato dai grattacieli. Camminarci dentro al tramonto, con il vetro delle torri che riflette la luce, è una delle esperienze più contemporanee che Milano possa offrire.

Consiglio pratico: se avete una sola mattinata, mettete in fila i parchi lungo la linea della metropolitana anziché cercare di attraversare la città. Portate una borraccia: le fontanelle pubbliche milanesi sono diffuse e l'acqua è buona.

Parco Lambro, la campagna dentro la città

Chi cerca vero spazio deve spostarsi a nord-est, verso il Parco Lambro: oltre settecentomila metri quadrati realizzati negli anni Trenta su progetto dell'architetto Enrico Casiraghi, con l'idea dichiarata di ricreare il paesaggio lombardo dentro i confini comunali. Il fiume Lambro lo attraversa, ci sono prati ampi, collinette, canali, filari e vecchie cascine: è il posto giusto per una corsa lunga, un picnic o un pomeriggio con i bambini senza il rumore del traffico. Non è un parco monumentale e non ci sono cose da vedere: è un parco in cui stare, ed è esattamente il suo pregio.

Come organizzare una pausa verde

Il nostro consiglio, per chi soggiorna a La Musa di Dante, è di non trattare i parchi come una tappa a parte, ma di infilarne uno in mezzo a ogni giornata: una sosta all'ombra a metà pomeriggio cambia completamente il ritmo di una visita in città. La metropolitana della linea gialla, a circa 700 metri dall'appartamento, vi porta verso il centro in poche fermate, e da lì i parchi più centrali sono a breve distanza a piedi o con un cambio. Se preferite muovervi in bicicletta, gli ospiti hanno a disposizione il parcheggio interno gratuito per scooter e biciclette: Milano è pianeggiante e i viali dei bastioni, alberati e ciclabili, sono già di per sé una passeggiata. Per eventi, aperture stagionali e attività organizzate nei parchi, vi consigliamo di controllare i canali ufficiali, che pubblicano i calendari aggiornati.

Una base tranquilla: La Musa di Dante

Il nostro appartamento si affaccia sul giardinetto condominiale, in una zona residenziale e silenziosa a pochi minuti dal centro. Scriveteci per verificare le disponibilità.