Il Naviglio Grande a Milano con le case affacciate sul canale
Navigli

Per capire Milano conviene ricordare una cosa che oggi si vede poco: per secoli è stata una città d'acqua. Non ha un fiume che l'attraversa, e proprio per questo se n'è costruita una rete artificiale, i Navigli, che l'hanno collegata al Ticino, all'Adda e da lì al mare. Gran parte di quei canali è stata coperta nel Novecento, ma il tratto sud è rimasto scoperto ed è diventato uno dei quartieri più frequentati della città. Da La Musa di Dante, tra Porta Romana e Viale Umbria, ci si arriva comodamente con i mezzi pubblici: è la meta perfetta per una passeggiata di fine giornata.

Due canali e una darsena

Il sistema si legge bene guardando una mappa. Il cuore è la Darsena, il bacino portuale che si apre accanto a Porta Ticinese: qui confluiscono il Naviglio Grande, che arriva da ovest, e il Naviglio Pavese, che scende verso sud. Per generazioni è stato uno degli scali fluviali più movimentati d'Italia, poi è caduto in disuso ed è rimasto a lungo un'area dimenticata. La riqualificazione degli ultimi anni ne ha fatto una passeggiata sull'acqua con banchine, alberi e panchine, e le ha restituito il ruolo di piazza del quartiere.

Il Naviglio Grande

Il Naviglio Grande è il più antico dei canali milanesi: deriva le sue acque dal Ticino e percorre una cinquantina di chilometri prima di entrare in città. Nasce in epoca medievale come opera di irrigazione e difesa e viene poi reso navigabile, diventando la principale via di rifornimento di Milano. Su queste chiatte arrivava anche il marmo destinato al cantiere del Duomo, portato giù dalle cave della Val d'Ossola attraverso il Lago Maggiore e il Ticino.

Camminare lungo l'alzaia oggi significa attraversare un pezzo di città popolare rimasto sostanzialmente intatto: case di ringhiera con i ballatoi affacciati sull'acqua, cortili aperti, botteghe artigiane, piccoli ponti pedonali da cui la prospettiva del canale si allunga fino a perdersi. La luce del tardo pomeriggio, quando batte di taglio sulle facciate, è il momento migliore per fotografarlo.

Il Naviglio Pavese

Il Naviglio Pavese ha una storia più recente e un carattere diverso: scavato nell'Ottocento, collega la Darsena a Pavia per una trentina di chilometri e supera il dislivello con una lunga serie di chiuse. È più rettilineo, meno pittoresco nel primo tratto ma sorprendente appena si esce dal quartiere, dove diventa una pista ciclabile fra campi e cascine. La progettazione delle chiuse dei navigli, del resto, ha impegnato per anni gli ingegneri idraulici della città, Leonardo da Vinci compreso, durante il suo lungo soggiorno milanese.

Il Vicolo dei Lavandai

A pochi passi dall'inizio del Naviglio Grande si apre uno degli angoli più fotografati di Milano, il Vicolo dei Lavandai. È un vicolo cieco che scende verso l'acqua e conserva l'antico lavatoio coperto: una tettoia di legno e una fila di lastre di pietra inclinate, dove fino alla metà del Novecento si lavavano i panni di mezza città. Il nome al maschile non è un errore: qui il mestiere era esercitato in prevalenza da uomini, organizzati in una confraternita. È un luogo minuscolo, si visita in cinque minuti, ma racconta la vita quotidiana del quartiere meglio di qualunque targa.

Consiglio pratico: percorrete l'alzaia in un senso e la ripa opposta al ritorno, invece di fare avanti e indietro sullo stesso lato. Le due sponde hanno affacci e ombre diverse, e nelle sere più affollate una delle due è quasi sempre più agevole da percorrere.

Le sere sull'acqua

Dopo il tramonto i Navigli cambiano ritmo. Le luci si riflettono sul canale, i tavolini escono sulla banchina e il quartiere diventa il punto di ritrovo serale della città: è qui che l'abitudine tutta milanese dell'aperitivo si vede nella sua forma più evidente. Nei fine settimana l'affluenza è notevole, quindi se cercate un'atmosfera più raccolta conviene arrivare presto, con la luce ancora alta, oppure scegliere una sera infrasettimanale. Anche solo appoggiarsi al parapetto di un ponte a guardare l'acqua ferma vale il viaggio.

Il mercatino dell'antiquariato

C'è poi un appuntamento che vale una deviazione di programma: l'ultima domenica di ogni mese l'alzaia del Naviglio Grande ospita un grande mercato dell'antiquariato, con centinaia di banchi distribuiti lungo il canale per oltre un chilometro. Si trovano mobili, stampe, libri, dischi, ceramiche, abiti e minuterie d'ogni tipo, e anche chi non ha nessuna intenzione di comprare ci passa volentieri una mattinata. L'edizione può slittare o saltare in alcuni mesi dell'anno, quindi prima di organizzarvi verificate il calendario aggiornato sui canali ufficiali degli organizzatori.

Dai Navigli a La Musa di Dante in pochi minuti

La Musa di Dante e' un appartamento tranquillo tra Porta Romana e Viale Umbria, ben collegato al centro e ai canali. Scriveteci su WhatsApp per le disponibilita'.