Se capitate a Milano in inverno e vi sembra che il Carnevale sia gia' finito ovunque tranne che qui, non e' un'impressione: e' esattamente cosi'. Milano e buona parte del territorio della sua diocesi festeggiano il Carnevale Ambrosiano, che a differenza del resto d'Italia non si chiude il martedi' grasso ma prosegue fino al sabato successivo. Non e' un capriccio locale ne' una trovata turistica: dietro c'e' una ragione liturgica antica, che affonda le radici nella storia della Chiesa milanese e che ancora oggi scandisce il calendario della citta'.
Un carnevale che dura qualche giorno in piu'
Nel resto d'Italia le celebrazioni si concludono con il martedi' grasso, e il giorno seguente, il mercoledi' delle ceneri, apre la Quaresima. A Milano no. Qui il Carnevale continua per tutta la settimana e culmina il sabato successivo, il cosiddetto sabato grasso, che diventa la giornata clou dei festeggiamenti. E' un dettaglio che spiazza spesso i visitatori, e che si nota subito nelle vetrine dei negozi, nelle scuole e nelle piazze: mentre altrove i coriandoli sono gia' stati spazzati via, a Milano si e' ancora nel pieno della festa. Le date, di conseguenza, si spostano di anno in anno insieme alla Pasqua, e il Carnevale ambrosiano puo' cadere tra febbraio e i primi giorni di marzo.
La ragione e' liturgica: il rito ambrosiano
La spiegazione sta nel rito ambrosiano, la liturgia propria della Chiesa di Milano, che convive con il rito romano diffuso nel resto del mondo cattolico e che deve il nome a Sant'Ambrogio, vescovo della citta' nel IV secolo. Il rito ambrosiano calcola in modo diverso l'inizio della Quaresima: mentre altrove il tempo di penitenza comincia il mercoledi' delle ceneri, a Milano la Quaresima si apre ufficialmente la domenica successiva. Questo slittamento di quattro giorni lascia scoperto uno spazio che la tradizione popolare ha riempito, semplicemente, continuando a festeggiare. Il Carnevale ambrosiano non e' quindi un'eccezione folkloristica ma la conseguenza diretta di un calendario liturgico differente, che riguarda anche altri momenti dell'anno e che i milanesi conoscono bene.
La leggenda del vescovo in ritardo
Accanto alla spiegazione liturgica ne circola una piu' narrativa, che i milanesi si tramandano volentieri. Secondo il racconto popolare, Ambrogio si trovava lontano da Milano e aveva fatto sapere ai fedeli che sarebbe rientrato in citta' con qualche giorno di ritardo, chiedendo di rinviare l'inizio dei riti quaresimali fino al suo arrivo. I milanesi, ligi alla richiesta e certamente non dispiaciuti, avrebbero continuato a festeggiare in attesa del vescovo. E' una leggenda, non un fatto documentato, e conviene raccontarla per quello che e': un modo affettuoso con cui la citta' si spiega da sola una propria particolarita'. La ragione vera resta quella del calendario liturgico, ma la storia del vescovo in ritardo si e' guadagnata sul campo un posto nella memoria collettiva.
Meneghino e Cecca, le maschere della citta'
Ogni carnevale ha le sue maschere, e Milano non fa eccezione. La figura simbolo e' Meneghino, servitore popolano furbo, onesto e schietto, dalla lingua sciolta e dal buon senso pratico. Le sue origini si perdono tra la commedia popolare e il teatro dialettale, ma i suoi tratti si definiscono soprattutto nel Seicento nelle opere di Carlo Maria Maggi, considerato il padre della letteratura milanese, che gli attribui' anche un cognome legato al mestiere di parrucchiere. Il particolare piu' citato di Meneghino e' che, a differenza delle altre maschere della tradizione italiana, non porta una maschera sul volto: un modo per rappresentarne la sincerita'. Accanto a lui compare quasi sempre Cecca, diminutivo dialettale di Francesca, la sua compagna, altra figura storica del repertorio popolare milanese. Nelle sfilate e nelle rievocazioni i due si presentano in coppia, e il loro nome e' cosi' identitario che dal primo deriva l'aggettivo meneghino, usato ancora oggi come sinonimo di milanese.
Come si vive il Carnevale in citta'
Il Carnevale ambrosiano non e' una manifestazione unica e centralizzata, ma un insieme diffuso di appuntamenti: sfilate di carri e maschere, feste organizzate dai quartieri, laboratori per bambini, cortei che attraversano il centro e iniziative nei parchi e negli oratori. La piazza del Duomo e le vie centrali sono il punto di riferimento nei giorni clou, ma buona parte della festa si svolge nei quartieri, con un carattere piu' familiare e meno turistico. Sul fronte dolce, la tradizione lombarda del periodo e' quella delle chiacchiere fritte e delle frittelle, che si trovano ovunque nelle pasticcerie e nei forni per tutta la durata del Carnevale.
Dove trovare date e programma
Trattandosi di una festa mobile legata al calendario pasquale, le date cambiano ogni anno, e cosi' pure il programma delle sfilate e delle iniziative. Prima di organizzare la giornata, verificate le informazioni aggiornate sui canali ufficiali del Comune e delle associazioni che curano gli eventi: e' l'unico modo per sapere con certezza percorsi, orari e luoghi. Da La Musa di Dante, con la metropolitana della linea gialla M3 a circa 700 metri, il centro e le zone dove si concentrano i cortei sono a una manciata di fermate, e rientrare in un quartiere residenziale dopo un pomeriggio tra coriandoli e folla ha il suo valore.
Vivete il Carnevale milanese da La Musa di Dante
Appartamento tranquillo tra Porta Romana e Viale Umbria, con la M3 a 700 metri: il centro e le sfilate sono a una manciata di fermate, e la sera si rientra lontano dalla confusione.